Lara Perentin ed i suoi ritratti fotografici.

Oggi all’interno della rubrica “Incubatore di creatività” vi racconto la storia di Lara Perentin e della sua passione per la fotografia.

Ho conosciuto Lara quando ho intervistato Antonella Caprioli del negozio Stranomavero, dove appunto Lara lavora. In quell’occasione la stessa Antonella mi ha presentato Lara come l’autrice delle splendide fotografie dei capi venduti nel negozio.

Decidiamo di incontrarci per questa nostra chiacchierata da “Mug Trieste”, dove proprio in questo periodo sono esposti alcuni ritratti fotografici realizzati da Lara in questi anni.

Mentre l’aspetto mi ritrovo ad osservare quei volti e vengo letteralmente rapita dalla profondità che trasmettono, da quel nero così intenso da riuscire a tirar fuori la “poesia” da quei ritratti.

La passione per la fotografia nasce in Lara sin da piccola, anche se poi per quasi 18 anni, la macchina fotografica è rimasta chiusa nel cassetto.

Poi come sempre accade, una serie di avvenimenti hanno portato Lara ad avvicinarsi nuovamente a quest’arte.

Fondamentali in questo suo percorso di riavvicinamento alla fotografia sono state alcune persone che Lara ricorda con grande affetto e che l’hanno sostenuta ed aiutata come Marco Stulle, Giulio Giacconi, Antonella Caprioli e Luca Quaia.

Quando le chiedo come nasce uno scatto, Lara mi risponde chiara e diretta: “nasce tutto dall’istinto”, “guardo ciò che mi colpisce”, in particolare l’essere umano nella sua spontaneità, quell’attimo preciso in cui la persona si rivela nello scatto.

Le foto rappresentano il modo in cui Lara vede le persone, per lei i ritratti sono “poesia”, la bellezza e la poesia che le persone hanno e che spesso loro stessi non riconoscono se non quando si rivedono nella foto.

Generalmente i soggetti degli scatti di Lara sono le persone, il loro primissimo piano, come le foto esposte da Mug.

Un singolo particolare, uno sguardo, una ruga sul viso, che diventano i protagonisti della fotografia.

A metà della nostra chiaccherata, ci spostiamo nel ristorante Mimì e Cocotte, dove sono esposte altre sue fotografie legate ad una precedente mostra dal titolo “Signori, la scena è servita”.

Una serie di scatti quasi rubati dietro le quinte del teatro Rossetti di Trieste, in occasione dello spettacolo di danza della scuola “Arteffetto Danza” di Trieste.

Ed anche in questo caso la capacità di Lara di catturare “il momento” è palpabile in ogni scatto. Non vi è la ricerca della posa perfetta, ma tutto viene lasciato libero, ogni gesto, espressione o movimento.

Nella sua mostra intitolata “Sussurri” ospitata presso la Questura di Trieste nel novembre del 2013, si capisce come Lara attraverso ogni suo scatto riesca a catturare quella parte di nascosta, emotiva e a tanti anche oscura dell’animo umano.

In tutte le sue opere il nero è il suo tocco d’artista. Un nero intenso che è stato apprezzato anche da diversi pittori perché è un nero nel quale si può “sprofondare”. Per Lara quel nero è il colore più luminoso e dentro di esso “che vedo tutti i colori del mondo”.

Così grazie alla luce ed ai suoi mille contrasti , senza uno studio della luce nel dettaglio, ma lasciandosi portare dal suo istinto, e da quello che suscita in lei quella particolare immagine, Lara scatta!

In questo momento della sua vita, Lara è impegnata a realizzare quello che lei definisce “il mio progetto più grande ed impegnativo“; in questo suo viaggio sarà accompagnata dalla penna e dalla voce di Anna Manzari e da Alen Domancic che l’aiuterà per la parte di comunicazione web.

In attesa di vedere questo suo lavoro, è possibile visitare il suo sito nel quale sono raccolte le mostre personali ed i suoi lavori degli ultimi anni.

Un grande in bocca al lupo a Lara!

LARA PERENTIN

www.laraperentin.it

Instagram: @lariess

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